Litblog di Poesia contemporanea, Autori Inediti, Poeti senza tempo, Musica e poesia.
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la redazione. __________
Il Suonatore Jones - Fabrizio De André

Terra di sole e di sale
di vento e dolore,
terra vermiglia
e di nere sottane
terra di riti
e santi in processione
di petti battuti
dinanzi alla croce,
di peccati espiati
in superstiziose azioni
che alleggeriscono l’anima
dei suoi fardelli.
Terra di perduti onori
che non risparmi
occhi innocenti,
terra che inghiotti
e che penetri il cuore:
con tutto il mio odio
ti canto il mio amore.
****
Ogni 15 agosto a Messina si celebra la processione della Vara, una manifestazione popolare di culto e "superstizione", un rito catartico che "ripulisce" gli animi ed i cuori dei tiratori della Vara...
qui le immagini: click
p.s.: io ero a casa!

Angelo senza piume
mi spoglio
dell'anima e mi vesto di carne
confondendomi nella folla.
Nel frastuono di desideri
senza senso
tuona la tua voce
nel bagliore dei tuoi occhi
senza sguardo
in un orizzonte
senza inizio né fine.
Raccolgo i miei stracci,
torno a mendicare per le strade
senza nome.

John William Waterhouse, Eco e Narciso
Ludiche essenze poetiche
***
Poesia,
tua naturale astuzia,
giocar con parole,
ordìre trame in versi
e tessere reti
come ragnatele
ad attendere falene
di cui nutrirti
ed io…?
oppormi non so al tuo richiamo:
sirena, musa e donna
al tuo tramare cedo
e consapevole
batter ultimo d’ali
alle tue fauci
dono.
Stormir di fronde,
infrangersi d’onde ...
nulla richieder mai potrò.
Sei immateriale essenza
tra le pagine
di questo libro
d’antiche alchimie
e vecchi intrugli
di magiche parole
a legare
membra e pensieri
nell’abisso del tuo mare.
Tu, galante, ammaliante
cavaliere senza tempo,
cortese il tuo canto
a madonna esuberante
che gioiosamente
apprende la tua arte
e ne fa prezioso ornamento
per vesti di seta
al tocco tuo
suadente.


El ensueño
« ¿Quien es el que amo? No lo sabréis jamás. Me
miraréis a los ojos para descubrirlo y no veréis
más que el fulgor del éxtasis. Yo lo encerraré
para que nunca imaginéis quién es dentro de
mi corazón, y lo meceré allí, silenciosamente,
hora a hora, día a día, año a año. Os daré mis
cantos, pero no os daré su nombre. El vive en
mí como un muerto en su sepulcro, todo mío,
lejos de la curiosidad, de la indiferencia y la
maldad.
Alfonsina Storni
Poemas de Amor, Buenos Aires, 1926
Il sogno
« Chi è colui che amo? Non lo saprete mai. Mi
scruterete gli occhi per scoprirlo e non vedrete
mai che il fulgore dell'estasi. Io lo imprigionerò
perché mai sappiate immaginare chi ho dentro il
mio cuore, e lì lo cullerò, silenziosamente, ora
dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Vi darò i miei canti, ma non il suo nome. Lui
vive in me come un morto nella sua tomba, tutto
mio, lontano dalla curiosità, dall'indifferenza,
dalla malvagità. »
Alfonsina Storni
***
un ringraziamento a thelastdream: click

La "donna in rosa", Boldini.
***
Un lampo d'allegria
nel sorriso d'una donna
morbidamente avvolta
nello sguardo
di chi la mira.
***
Natàlia

)

Per lei sarebbe stato più sensato emigrare in un paese tropicale, travestita da Audrey Hepuburn, in attesa di un destino altrettanto fatale, ma più caldo.
Sarebbe stata una strategia perfetta per Giulia. Era l’unica novità del suo presente, l’essere passata dalla tattica alla strategia.
<Si dice che la tattica è tutto quello che si può mettere in pratica quando si ha molto da perdere; della strategia che è quel che rimane da fare, quando si ha già perso tutto> .
Sua madre non aveva smesso di rimproverarla in quegli anni, per la sua follia. Le diceva in continuazione che cosa mai si potesse aspettare da un uomo che aveva la metà dei suoi anni. E sua madre aveva concepito l’assurdo progetto di parlare con lui, di chiedergli di lasciarla in pace quella sua figlia, irrimediabilmente persa in un amore senza via d’uscita.
Anche gli occhi del marito di Giulia, avevano intuito. Aveva scelto dapprima la via del silenzio, poi se n’era andato su due piedi.
-E’ il modo più sincero, onesto in cui si può vivere, per se stessi e per gli altri. Agisco di conseguenza Giulia-.
I rischi che si corrono in queste storie d’amore rubate all’interno di storie legalizzate, vanno accettate in tutto e con tutto.
Giulia aveva agito con rapidità, forse troppa, in questo calcolo non era stata molto intelligente. Lo sguardo di suo marito era stato eloquente mentre si chiudeva la porta alle spalle.
Affondata la zattera che avrebbe dovuta condurla in un mondo nuovo, rimaneva sola a considerare che non esisteva chiave per essere onesti con le persone che ti amano. Patteggiare l’affetto che provava per Andrea con lo sballo che le dava Marco, era stato perfettamente inutile: Giulia aveva bisogno sempre di far coincidere, a qualsiasi costo, il sogno con la realtà.
Si era inventata un cast, dirigendo nel film una situazione squilibrata e l’illusione di sentirsi consolata, forse amata passionalmente, l’aveva condotta in quella scena finale: spariti entrambi i due uomini. Marco era fuggito per vigliaccheria, per una forma di prudenza che l’aveva investito improvvisamente, dopo il colloquio con la madre di Giulia.
Andrea se n’era andato nella scena finale di quel film inquietante, per via di una serie di coincidenze sorprendenti.
Mondano, distinto, saggio e abbastanza ermetico e programmato, si era concesso un ragionevole lasco di tempo per riflettere sul loro matrimonio, prima di gettare la spugna.
-Cerca di ricomporre la tua vita dall’alba fino al tramonto, Giulia, per tutti gli anni che ti restano da vivere-
aveva detto Andrea costringendola a una capacità di autoinganno che la aiutasse finchè lui se ne andava. Del resto tra la sentenza e l’esecuzione, passa un minuto nel quale si condensa la pietà alla rabbia, il perdono al bisogno di vendetta.
La decadenza per Giulia si sarebbe compiuta nel giro di un decennio, lo specchio le avrebbe rimandato un’immagine decrepita e, più in là, i dottori l’avrebbero braccata come si fa solo con i corpi vinti in attesa della sentenza finale.
-Te l’avevo detto- continuava ad uscire dalla bocca di sua madre, già atterrata in quella spiaggia senza palme che è la vecchiaia.
La felicità temporanea con Marco se n’era andata in silenzio, vigliaccamente, senza spiegazioni.
Giulia, senza il marito, era divenuta una figura di donna avvenente e fragile, sottoposta alle crudeli regole del mercato.
-Se avessi tanti soldi, Giulia, comprerei un’enorme residenza, ci circonderemmo di domestici. Io potrei interpretare la parte di Antony Perkins in “Aimez-vous Brahms” e tu saresti Ingrid Bergaman, l’affascinante violoncellista. –
-Nemmeno ora puoi impegnarti con le parole? Non hai nulla da dirmi in cui possa credere almeno come essere umano?-
Rifiutò perfino l’abbraccio di Giulia e si chiuse in bagno prima di andarsene definitivamente, a guardare allo specchio la faccia di un cretino che aveva appena salvato se stesso, condannando lei a non vivere più nessuna altra vita.
Prima di uscire, finse di non notare che lei chiedeva un ultimo bacio.
Giulia era l’unica protagonista della storia capace di starsene in silenzio a sgranare l’anima. Gli istanti sarebbero diventati fiori seccati tra le pagine della sua memoria.
Per lei sarebbe stato più sensato emigrare in un paese tropicale, travestita da Audrey Hepuburn in attesa di un destino altrettanto fatale, ma più caldo.
Sarebbe stata una strategia perfetta per Giulia. Era l’unica novità del suo presente, l’essere passata dalla tattica alla strategia.
<Si dice che la tattica è tutto quello che si può mettere in pratica quando si ha molto da perdere; della strategia che è quel che rimane da fare, quando si ha già perso tutto>
Un giorno scopri che nell’errore di “un incontro” , un errore che include anche te, tuo marito e il ragazzo con gli occhiali patito della poesia e della letteratura incapace di amarti se non glielo chiedevi, se n’è andato. E con lui hai perso tutto quello che avevi.

Adagio lento,
moderato...
quasi uno studio
le prime note...
lentamente si svelano
in armonica eco...
è sottile l'intesa,
le fa palpitare.
le agili dita scorrono
si intrecciano,
si rincorrono....
è l'Allegro che avanza
col suo giocoso canto.
Dolce la scoperta
d’intesa perfetta:
alchimia di palpiti,
crescente trasporto...
La tensione vibra
in sinuosi arpeggi
il tema è concluso
in tremanti note …..
e che al grave incedere
del tempo
s’inchini adesso
malinconica la melodia,
e si chiuda l’incanto
in matematico accordo.
Natàlia