lunedì, 29 settembre 2008
S'io conoscessi la strada
non sarei in cerca di risposte.
Il silenzio, sai bene, non esiste che nella morte,
ogni pensiero musica il suo suono nella mente.
Parole.
Tintinnano, si rincorrono, si accavallano...
Io, tu, scribacchini al servizio del pensiero,
affannosamente cerchiamo di fissarne il suono
per vincere il silenzio, oltre il suo arrivo,
nello sberleffo di un altrui respiro
che ne cancelli nella lettura,
in quel suono,
la sua esistenza e la nostra effimera natura.
domenica, 28 settembre 2008
leggendo "l'altra poesia" di Marco Saya (tnx)

... poesia è un gesto semplice
uno sguardo umano
la carezza di una puttana
che scopri donna
nei suoi grandi occhi neri
mentre ti fa l'amore per quattro lire,
uno scialle sui capelli,
una vecchia ripiegata sul bastone,
il tizio all'angolo della strada
solo, con il suo cane ...
***
Natàlia

Irti sentieri ed aspro sapore
arsa lingua
di sete e fatica
– Dilemma –
decidere la strada
in cerca d’ uscita
da questa selva,
avvinghiata dalle incertezze
del dubbio:
sarà peccato? o forse è solo natura,
vita?
Istinto: continuare a salire!
Nell'affanno,
da bufera sospinta e trattenuta,
desideri giungere alla meta:
“Olimpo beato, d'ambrosia nutrimi!”
Girotondi e danze
con donne mascherate,
zingare megere,
sirene e falene
e sante meretrici
e con esse mi confusi...
vendendo carne in bramosia d’affetto.
Ed incontrai lupi
dal vello d'oro
che al luccicar dei denti,
sorrisi aperti di promesse,
lusinghiere tracce sulla pelle
ad indelebile cicatrice
tracciarono con unghie a dilaniare
la carne come avvoltoi al sole
nel deserto dell'anima
in fiamme di peccato,
goduta e perduta
in ansimante preghiera:
“ché sono donna e terrena!”
Renato Guttuso, Portella della Ginestra
olio su tela, 1953
Portella della Ginestra
sento il dovere morale
di cantare oggi
Il sangue che macchiò
Le tue brulle pietre,
sangue innocente
di giovani padri contadini
uomini normali e callose mani,
donne senza belletti e due bambini:
in tutto undici vittime innocenti
che il primo maggio s’eran riunite
a festeggiare nel giorno dedicato
a chi conosce dignità nella fatica
la vittoria contadina
del “Blocco Popolare”.
Con muli, zappe e parole
inseguendo un ideale di ateo cristianesimo
che d’antiche radici,
più volte estirpate e soppresse,
da Chicago a Parigi
avéa natali,
di otto ore di lavoro
per diritto e dignitoso fardello
a rivendicar e festeggiar conquistato
diritto e sventolar rosse bandiere
s’eran dati appuntamento.
Povera gente,
- ché dirigenti di partito
non se ne videro! -
terre e poteri già arsi dal sole,
per giustizia sociale,
voléan strappare
a baroni e potenti,
che ignoranza del volgo
e povertà seminavano
a feudalesimo e sopruso.
Vertici in tacito consenso
di Stato e Chiesa
e democratica elargizione pecuniaria
dell’America alleata
ad armar Giuliano
non ebber pudore né alcun ripensamento:
Portella della Ginestra,
ennesimo primo maggio di sangue e dolore,
ché non cessi nella memoria
di quest’Italia Repubblicana
la data del suo primo politico scempio.
*****
.
Ahimè, oggi Confindustria fa' da faro ai lavoratori, i nostri operai si sentono tutelati e rappresentati dal presidente della Ferrari, da quello di Mediaset, da Bossi e Calderoli ...
i sindacati hanno perso credibilità o forse la storia non si studia più...
o forse gli ideali sono sepolti dai rifiuti dei consumi...
non lo so che succede, non so perchè stiamo morendo.
riscriviamo tutto, questo è il nuovo trend...
e la storia lasciamola ai fessi ... e pace all'anima loro.
.
.
Natàlia
I saggi con le loro belle facce pulite
condite dai sorrisi da messa vespertina
sono lì a rammentarti l'importanza della vita,
delle gioie del focolare,
di un fiore che nasce a bordo strada
vicino ai rifiuti ammassati dall'incuria
di chi vive godendo delle piccole gioie quotidiane
comodamente rateizzate
fino al prossimo desiderio da soddisfare.
I ben pensanti hanno sempre una parola di conforto,
ti sanno dare una pacca sulla spalla,
nel bieco ottimismo d'un presente senza orizzonte
ti indicano la giusta via per la felicità in terra,
lastricato sentiero di dolori provvidenziali
per godere, poi, di miele e Campi Elisi...
e tutto scorre.
sabato, 27 settembre 2008
Quot homines tot sententiae
Tanti uomini tanti modi di pensare
Terenzio
La poesia è immediatezza espressiva; talvolta criptica, essa dice e non dice, omettendo deliberatamente al solo scopo d’essere equilibrio perfetto di sé oltre il verbo dello scrivente per risolversi, ogni volta in modo individualmente nuovo, in chi ne fruisce.
***
Natàlia
Lo strano sapore della pioggia
Oggi la pioggia ha un sapore strano. Lieve, tanto lieve da sciogliersi prima che possa avvenire un contatto con le papille gustative. Così sono entrato in un bar. Ho preso un jack, - forse uno e mezzo - e ne ho inarcato un accento. Poi, qualche spicciolo ed un bicchiere vuoto. Il vetro, intanto, m'ha confidato di avere le sue cose. Me ne sono fregato, per poi tornare fuori. Sono nudo. Sono in un bicchiere. L'aria è diventata pioggia, e c'è un gran puzzo di immondizia. Me ne ubriaco ugualmente, e non ci sono postumi. Non ne voglio. Non ne ho voglia.
***
venerdì, 26 settembre 2008

“la poesia è armonica disarmonia,
canone inverso tra quello che sono e quello che sento,
tra me che scrivo e te che leggi”.
Ancorate ad incerti appigli,
ingiallite foglie
in attesa di perentorio vento
a cancellare il nostro passaggio,
voleremo libere per un istante d'eterno
a disegnare
geometriche figure polverose
nell'aere impetuoso del nostro autunno
per poi morire
in silente dimenticare.
.
Natàlia
Temporale estivo
S’infrange nell’irrequietezza del canto
l’onda schiumosa
sul bagnasciuga.
Rigonfia il suo moto
nello schiaffo del vento,
turbinio di sabbia e cocci di vetro:
graffiando l’arena
crea perle di smeraldo.
.
Di soppiatto si ritira
vuol tornare indietro.
In abissi di grigio
torbido di sgomento
pullula vita sommersa, infinita.
.
Si placa il lamento
nel pianto terso d’azzurro:
prisma di luce
e d’iride multicolore.
Tornerà al fondo,
terra nel sul letto,
fertile nel sale
di danze d’alghe ed anemoni rossi.
.
Domani la quiete
di un leggero gioco di schiuma
a cancellare impronte
di dita sottili sulla sabbia.
***
Natàlia