- Ecce Homo -
ma non lo vedi
tra brandelli d'oscura finzione
nemmeno l'ombra riflessa
della complessa imperfezione.
- Ecce Homo -
nel languido intermezzo,
notturno navigante tra le sponde
dello stupore assorto
in parole sparse
sferiche concentriche particelle,
vene dei versi, atomi delle cellule
aperte, chiuse, labiali, gutturali:
microcosmi di quel costato
senza logos
ricomposto nel notturno deambulare
di ombre cinesi in potenza d’arte.