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venerdì, 01 maggio 2009
1° maggio 1947 - Portella della Ginestra
nataliacastaldi; ; commenti (10)?

 Portella della Ginestra
Portella della Ginestra
sento il dovere morale
di cantare oggi
Il sangue che macchiò
Le tue brulle pietre,
sangue innocente
di giovani padri contadini
uomini normali e callose mani,
donne senza belletti e due bambini:

in tutto undici vittime innocenti
che il primo maggio s’eran riunite
a festeggiare nel giorno dedicato
a chi conosce dignità nella fatica
la vittoria contadina
del “Blocco Popolare”.

Con muli, zappe e parole
inseguendo un ideale di ateo cristianesimo
che d’antiche radici,
più volte estirpate e soppresse,
da Chicago a Parigi
avéa natali,
di otto ore di lavoro
per diritto e dignitoso fardello
a rivendicar e festeggiar conquistato
diritto e sventolar rosse bandiere
s’eran dati appuntamento.

Povera gente,
 
- ché dirigenti di partito
non se ne videro! -
 
terre e poteri già arsi dal sole,
per giustizia sociale,
voléan strappare
a baroni e potenti,
che ignoranza del volgo
e povertà seminavano
a feudalesimo e sopruso.

Vertici in tacito consenso
di Stato e Chiesa
e democratica elargizione pecuniaria
dell’America alleata
ad armar Giuliano
non ebber pudore né alcun ripensamento:

Portella della Ginestra,
ennesimo primo maggio di sangue e dolore,

ché non cessi nella memoria
di quest’Italia Repubblicana
la data del suo primo politico scempio.
.
 
natàliacastaldi
 
****
rivoluzione
 
e ricevo e pubblico il j'accuse di Gloria D'Alessandro, amica poeta che stimo:
 
M'ascolto complice
di massacri
sulle onde erbose
di Storia.

C'era una volta
Il Sangue,
quello decoronato
dalla dignità
di scorrere
in libertà.

Sbatto sui colori
di partiti e chiese
assolti dalle colpe.

(Sul pulpito dell'umiltà
arieggia presente
il riscatto della giustizia
infamata dalla non espressione,

-voluta-

e debellata dall'In-Curia)
 
 
Gloria D'Alessandro - http://glodalessandro.splinder.com
 



Commenti
#1    01 Maggio 2009 - 02:30
 
Grazie per questo ricordo...
:-)
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#2    01 Maggio 2009 - 13:10
 
Ciao cara Natàlia. "Che non cessi la memoria" Versi molto commoventi, che sento in maniera particolare da siciliano e da nipote di chi coltivava la terra in quegli anni nella piana di Catania.
:-)
Un caro saluto e un buon primo maggio Gaetano.
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#3    01 Maggio 2009 - 17:11
 
Carissima Nat,
E' stupenda questa tua poesia per ricordare la terribile strage .
Mi viene in mente una frase che Pisciotta scrisse in una lettera inviata al presidente della corte d'assise il 10 ottobre 1952: "Non si cerca la verità, ma si cerca di coprire con tutti i mezzi la verità"

Eccoti url del sito Aetnanet , potrai leggere un mio art. La strage di "Portella della ginestra"

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=article&sid=15346
Un abbraccio
Maryline

utente anonimo

#4    01 Maggio 2009 - 17:13
 
Maryline grazie per questo dono!
vado a leggere
utente anonimo

#5    01 Maggio 2009 - 20:29
 
M'ascolto complice
di massacri
sulle onde erbose
di Storia.

C'era una volta
Il Sangue,
quello decoronato
dalla dignità
di scorrere
in libertà.

Sbatto sui colori
di partiti e chiese
assolti dalle colpe.

(Sul pulpito dell'umiltà
arieggia presente
il riscatto della giustizia
infamata dalla non espressione,

-voluta-

e debellata dall'In-Curia)

Glò
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#6    01 Maggio 2009 - 23:08
 
grazie a Natalia e a Glò :sarebbe un dovere per tutti non scordare che cosa significa la giornata di oggi,non è solo momento in piazza per trovare vecchi amici e chiacchierare...mannaggia!
Tinti
utente anonimo

#7    01 Maggio 2009 - 23:34
 
Portella della Ginestra rappresenta una pagina emblematica della nostra storia, riproporne oggi l'efferratezza degli eventi, partecipi del dolore immane di tale tragedia, rappresenta un atto di impegno civile, la poesia come presa di coscienza di una ferita non ancora rimarginata. I versi di Gloria confermono le urgenze espresse da Natàlia, il bisogno di risposte che tardano ad arrivare in tempi che non sembrano poi cosi' lontani dalla dura repressione politica di quegli anni. Grazie, Abele
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#8    02 Maggio 2009 - 00:08
 
Quando vado a Partinico ci passo, è in pianura,a metà strada tra i comuni di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello, in provincia di Palermo,un luogo che amo particolarmente perchè mi riporta indietro nel tempo, quando ancora riuscivo a trovare nei volti anche la storia delle persone, e la stessa cosa accadeva per le case e i paesi. La Sicilia, quella che si affaccia lì, ad un golfo tra i più belli, ha un entroterra laborioso pieno di gente che "fatica", ma che sa essere ospitale e festosa.Grazie Natàlia,ferni
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#9    02 Maggio 2009 - 21:06
 
il guaio è che non cambia niente, ci saranno solo lapidi e monumenti e poesie
il resto andrà nell'abisso della dimenticanza,
io non sono ottimista.
bella anche la poesia di Glò
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#10    03 Maggio 2009 - 00:41
 
E' una storia molto triste... :-(
Spero con tutto il cuore che non capiti più in futuro!

C'è un animo grande nelle tue parole e anche in quelle della tua amica.
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