La suggestione in lettura ha inizio dal titolo, da lì il lettore si inoltra nel viaggio attraverso la rotondità della parola nelle sue molteplici vie di senso.
Giocando con i titoli di Elina, abbiamo scoperto in essi la compiutezza della semplicità che osserva e cerca se stessa nelle cose e nei gesti quotidiani, senza nascondersi ad un senso di velata amarezza, delicatamente mitigata dalla capacità femminile e morbida di sorridersi in un guizzo di spontanea ironia in punta di penna.
Ed ecco i titoli di Elina Miticocchio, da noi ri-composti per introdurne i versi:
Spesso
Una luna
Come in punta di penna
D'autunno
(si fa) Lume
(o) Una (semplice) scritta
In ombra. Un abbozzo appena
(un baffo di) Cioccolato fondente
(s'una bocca) Sine nomine
Buona lettura.
*
Una luna*
Tace il rumore dei piatti da lavare
i mesi passati scrutano
lo zucchero ingoiato dalle tazze
rispolvero l’aria di una finestra
resta aperta nonostante
il freddo
fino a sera
passa sulla soglia una luna appannata
chissà che non trovi
le chiavi di casa.
ho camminato braci
il rovescio de(l) canto
.
silenzio parola di tra verso
e fuoco improvviso in cieli stretti frugati
.
frugali alloggi
nel luccicare disadorno delle stelle
.
ho raccolto
una voce
.
una distesa di vento
e sale
.
di mare l’adagio di un palco
fino a un trono di neve
.
dove dormire la quiete
finalmente le mie vene.
*
Come punta di penna
Hai soffiato sul lume
il respiro si è fatto lento
il passo incerto come punta di penna
ora scricchiola sulla carta
Traccio un cerchio sulla scena
piombata nell’ombra
attorno emergono figure, campi, alberi e
in uno spicchio tra le case mia madre al pozzo.
Un attimo, non posso usare la voce.
E l’ombra avanza liquida e gli oggetti fanno rumore.
Ancora disegno contorni di fumo
basta il tuo respiro ad accendere il lume.
*
D’Autunno
Inizio d’autunno senza pioggia
non hai vestito il nero del distacco
mi tieni compagnia coi ricordi sfitti
le rughe a solcare il viso.
La marea del tempo li copre
e versi es –temporanei
lievitano senza peso né sintassi
entrano escono dalle pupille
voli e chiacchiere
fino all’ultima nuvola di stagione.
*
“Non possiamo vivere che nel frammezzo, esattamente
sulla linea ermetica di condivisione dell’ombra e della luce.
Ma siamo irresistibilmente gettati in avanti.” - René Char
Il lume
C’erano ombre in quella stanza disadorna
e un vecchio lume abbandonato
A un passo dal sogno l’avevo scelto
fantasticavo sul tempo trascorso
Vestito di attese
subito consegnato ad un mago d’effetti speciali
ora mi fa compagnia regalandomi cento
soste alla mia attenzione.
* Una scritta
Dovrei scriverla sui muri
la pena diffusa
ammutolita preghiera che non scalda.
Avanzo in pensieri senza vele
parole sfiorite appese a questo lunedì
una trappola il tempo che passa
Mi basta un segno
che si opponga a muto silenzio
prima che arrivi il buio.
*
In ombra. Un abbozzo appena.
In ombra, un abbozzo a(p)pen(n)a
scrivere parole friabili
pane
senza burro né marmellata.
Gettare le alt(r)e luci
in raccolte notti senza stelle
giorni d’abbandono.
Praticare la distanza
un libro che scrivo ogni giorno
afferrando l’ultimo sospiro.
*
Cioccolato fondente
Mia madre ha fuso cioccolato dentro i miei occhi
rimestato a fuoco lento mentre bruciava parole e rime
l’acqua che scorre intorno alla mia pietra
riporta ancorati i suoi rami.
Lei di legno
è un albero fatto di radici tese
versa la profondità dall’alt(r)o.
Mille promesse alla vita invento
ho ancora rose tra i capelli
Ogni sera lei me le scioglieva
per metterle al balcone sotto le stelle
accendeva il suo mare.
Separazione attesa e ritorno
morbida distanza tra le coperte fiorite di limoni
Una lettera insperata mi ribalta
il presente è passo del passato
-Scegli
tu figlia mia -
Una fascia d’acqua cristallina ieri
arcobaleno il mio oggi incompleto dentro quel mare intatto
Vorrei chiudere il cerchio
aprirmi la f(r)onte
farmi adesso acqua e marina
*
Sine nomine
In stretto cerchio
stanno radici
voli introvabili tra i capelli
tenere funi
non si spezzano
st(r)ingimi vento.
Candidi desideri
appena fiori
invisibili ai più
passanti sogni senza affanno
bandiere e poco fiato
giochi d’equilibrista
libri amati posseduti
alt(r)e pagine di vita.
Grembo che non ha dato luce
il sole guarda dall’alto
raggiunge il mare
aspetta la purezza.
Polvere di stelle
ri-vesti-te di timidezza
e urla là a manichini
col capo chinato.
*
Elina Miticocchio
***
Breve nota biografica:
Elina Miticocchio nasce a Foggia il 11 maggio 1967, dopo gli studi classici si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Bari.
Terminati gli studi giuridici diventa “girovaga di mestieri”:studia per il concorso da avvocato, fa l’assistente presso la facoltà di Giurisprudenza a Foggia, insegna materie giuridiche ed economiche nelle scuole di montagna.
Vince diversi concorsi nelle P.A e, infine, si trasferisce a Milano accettando un contratto a tempo indeterminato.
Dopo dieci anni rientra nella propria città natale dove attualmente vive e lavora.
Lettura e teatro sono i suoi maggiori interessi, che ama condividere con la madre.