(POCHADE SATIRICO - CAMBRONNIANA IN DISTICI MARTELLIANI)
Un’invettiva di Saldan
I. INTRO
In quel di Villa Certosa – il Sàtrapo s’indigna –
furto d’immagine è violata la sacra vigna !
E subito all’unisono scatta la canea
pubblica e privata - a cantar la panacea
del Grande Imbonitore : vespe, retròscenisti,
lacché, maggiordomi, sedicenti giornalisti
tutti a sviare il nòccciolo vero del problema,
a gridare al complotto, al grande teorema
d’una sinistra morta, che rema all’incontrario
ora che persino i treni! viaggiano in orario..
Fiato alle trombe dunque : che la solfa solita
venga infin suonata dalla trista accolita
dei feltri dei gasparri dei bondi dei belpietri,
ch’abbàino convinti, ch’annientino i di pietri!
L’onorevole niccolò mavalà ghedini
spari querele come fossero bruscolini!
Poi giù a cascata con le truppe da riporto,
i cicchitto, i capezzone, fino al porto
escondido: i caldarola , pigi, minzolini
ah, riformisti del re, i nuovi cagnolini!
Il Gran Protagonista s’avanza sulla scena,
lasciamolo parlare di sua favella oscena…
II. IL NUOVO SANFEDISTA
Me pirla! Che v’ho portato a fare in parlamento
se non orchestrate bene il fronte, sacramento!
E voi dei rotocalchi, forza con quelle corna,
con veronica e gli sghei il conto non mi torna!
Tu fini, giuda infame! smarcato dai coristi,
vuoi fare futuro associato ai comunisti!
La tua Camera sarà una camera di sangue
dove il berty intrepido sfiorì –ed ancor langue!
Questa è cosa certa, andrai fuori dai coglioni
tradito sì, dai tuoi servi, servi dei padroni!
C’è chi s’è già smarcato, ahi come quel casini
dimentico dei miei tanti cari bruscolini!
Invidiosi traditori infami complottardi,
gridate catarrosi lanciandomi petardi!
Flaccidi sudati d’ antica sguaiataggine
che ne sapete voi, potenza dell’immagine!
Il popolo m’adora, mi bagno nella folla
guardate, m’inneggiano, vivo in una bolla!
Vedete si? Sono il loro specchio di narciso!
Son così contenti, mai nessun ne resta ucciso!
E dunque, che sarà mai un po’ di lavanderia:
riassesto, ripulisco, è pur sempre economia!
Il soldo gira, riciclo sì, e piango e fotto,
giudici carogna, v’imbrago e me ne fotto!
Immune, impunito anche dentro al cesso,
non lo farete mai quel vostro bel processo!
Insultate pure comunisti impenitenti,
siete vecchi, sfatti, aggressivi ed impotenti!
“Dittatore d’operetta, nuovo napoloni!”*
Governo, comando di carota e di bastoni,
canto, mi riposo, mi sollazzo : apicella
è il mio ruffiano embè? lui ha sempre la più bella!
mara, la noemi! il viagra - miei cari scemi -
mi tiene a galla, mi dimentico i problemi
La morte mi fa un baffo – lifting - e non olezza,
corpo del capo elisir d’eterna giovinezza!
Chi l’ha detto, la fedigrafa che non sto bene?
Guardate quanto sangue mi scorre nelle vene!
Faccio le corna ed il cucù, sorrido, attizzo
la Merkel e la Regina, rido e poi m’appizzo.
Mister Obama! grido allegro, senza ritegno,
mi metto in mostra ogni volta c’è un convegno
Foto di gruppo, teleobiettivo, che ritardo!
li frego tutti con nonchalance o con lo sguardo
Con il Putin – oh sì! – sono un mitra che sventaglia,
gloria alla mia immagine, prestigio dell’ itaglia!
Se non fosse per quel bossi coi suoi nègher, oh, can!
tutto consuonerebbe, gentilini ed il galan!
Sì, la moratti o la gelmini, la brambilla,
brunetta ed il sacconi, voila! tutto brilla :
veline, formigoni, i fanti ed i milioni,
sono consonante, sono santo berlusconi!
Tutta d’oro riluce l’ Italia di cemento
di nuovi ricchi travestiti in cinquecento,
d’evasori, caste, voci bianche ed estortori,
tutta d’argento è quest’ Italia degli untori!
Operai, sfigati, abusivi e ricottari
con me tutto s’aggiusta miei cari comprimari.
Restiling, riciclaggio, avanti all’arrembaggio,
è così semplice, non ci vuol tanto coraggio!
E poi c’è quagliariello, guardate quant’ è bello
il nuovo torquemada del mio gran bordello :
ringhia, aizza, sbava, sbianca con laico furore
il nuovo gran crociato dell’unto del signore!
Per tutti ho un dono, un fiore, una carezza,
per kakà, il milan, gli appestati da monnezza.
Mai nessun scoperchierà l’olezzo di regime,
manco Topolanek con le belle palle opime!
Sì, tutto è perfetto, i comunisti all’inferno!
Piano di rinascita** il mio slogan di governo!
dell’utri fede letta e i miei cari prestanomi,
estero su estero, scambiatevi i cognomi.
Basta, sono stanco, ritiriamoci a far festa,
avvisate i suonatori e tutti lancia in resta!
Suona, suona carmagnola, suona li consigli!
Viva il grande silvio, viva o’ rré cu li famigli!..
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(segue musica de IL CANTO DEI SANFEDISTI)
III. CONGEDO
Dante - a papa vivente - pose Bonifacio
nella merda: io questo canto - e mi confacio.
Sì, dorme l’Italia ad urne aperte, dorme, sogna
d’un tempo andato che non torna. Non ha vergogna
chi ha pianto ed imprecato, niente più lacrime
su strade d’una rabbia già passata, lacrime
di chi più non crede a niente, sconvolto da farsa
impudente, figlia di normalità scomparsa,
sommersa nelle fogne del potere. Cambronne
col suo bel dire merde!, son queste le colonne...
Vorrei un kamikaze a snidare il presidente,
olezzanti, grossi - da oriente ad occidente -
candelotti non di dinamite, ma di merda
della più pura – ché manco un grammo ne disperda!
Orsù, allora vieni,// amico kamikaze,
liberaci dunque tu da quest’assurdo ukaze
tal che silvio con corte d’omuncoli e vaiasse
ne fosse attinto alfin e di merda si smerdasse
con merde colorate, compresse forti e buone,
a reti unificate e a plurima visïone!
S. D. A. , 7 – 9. 6. 2009
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Napoloni è l’uomo di stato (parodia di Mussolini) in visita a Hitler-Chaplin ne Il Grande Dittatore (1940), che dà vita all’irresistibile gag dei saluti alla stazione. Se il Grande Silvio l’avesse visto, forse ci avrebbe pensato due volte prima di dar vita alle sue gag in campo internazionale. Ma ne dubito, vista l’overdose di narcisismo che lo domina.
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Il Piano di Rinascita, ritrovato tra le carte di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi, era
la piattaforma politico-complottarda per ridisegnare l’Italia attraverso un nuovo assetto istituzionale, attraverso il controllo assoluto dei media, che dovevano essere orchestrati da un unico Direttore, la divisione dei sindacati, per isolare la cgil e la liquidazione del Pci, da mettere ai margini della scena politica. Il tutto attraverso un gruppo di fedelissimi, iscritti alla loggia P2, annidati nei gangli dei poteri forti. Guardate gli elenchi degli iscritti alla P2, reperibili in rete, notate quanti scherani sono nell’attuale governo (a partire da Berlusconi e Cicchitto) e/o nell’entourage dei media e dei poteri forti controllati dal blocco berlusconian pidiellista. Ma soprattutto confrontate le linee del Piano di Rinascita (anch’esso consultabile in rete) con il programma dell’attuale governo: se li sovrapponete come in un lucido, combaciano quasi perfettamente…