Testi ed autori inediti che val la pena di "editare"
*loading* visite.

editoria indipendente

Litblog di Poesia contemporanea, Autori Inediti, Poeti senza tempo, Musica, Pittura, Fotografia e Arte in tutte le sue forme.

Poetarum Silva é un blog collettivo la cui redazione libera e svincolata da ordini di pubblicazione per generi, temi, tempi e scelte é attualmente formata da:

Antonella Tavarella - Morfea77

Gianni Montieri

Alessandro Assiri

Andrea Pomella

Antonello Staccioli "Ostrogoto"

Luigi Bosco - Noa -

Antonella Leone

Jonathan S. Benatti

Gino Di Costanzo

Isabella Verdiana Di Tomassi

Andrea Branco

Carmine Vitale

Gloria D'Alessandro

Enzo Campi

Natàlia Castaldi

ogni membro é pertanto direttamente responsabile delle proprie scelte di pubblicazione.

Il presente blog, inoltre, non é da ritenersi testata giornalistica, fondando la sua attività solo sulla libertà d'espressione creativa, che da sempre ha animato il progredire del pensiero universale.

La Redazione.



STATE ASCOLTANDO

Sting - Lullaby To An Anxious Child

Poetarum Silva su Facebook


CATEGORIE
25 aprile
adonis
aforismi
alda merini
alessandro assiri
alfonsina storni
alterego
amore
anarchia
anarchica
anarchica - svegliamoci
ana rossetti
andersen
andré breton
andrea branco
andrea garbin
andrea inglese
andrea pomella
andy warhol
anna salvini
anna salvini
anti-intellettuale
antifascismo
Antonella Leone
antonella foderaro
antonella leone
Antonello Staccioli Ostrogoto
antonello staccioli ostrogoto
Antonio Lucio Vivaldi
antonio lucio vivaldi
apocrifi - elisabeth bb
appello
argenio giuliana
arvo pärt
attraversamenti verticali
avvistamenti poetici
Babatunde
blind melon
cantautori
canzoni
Carlo Bagaglia
carlos santana
carlo bagaglia
carmine vitale
cartesio
casta carta cauta canta
chagall
charles simic
covers
cristina bove
csi
cyrano de bergerac
daviv gahan
dedica o pensiero in ascolto
desiderio
dia/loghi
donatella quattrone
edmond rostand
Elina Miticocchio
elina miticocchio
elizabeth barett browning
enzo campi
enzo ranieri
enzo sibilio
epistole
eventounico
ezra pound
fara editore
frammenti- raccolta
Francesco Balsamo
francesco marotta
francesco sasso
Gesti d'aria ed incombenze di lu
gesti daria ed incombenze di lu
gianmaria testa
gianni montieri
gianni rodari
gino di costanzo
Giovanni Peli
giovanni cossu
giovanni peli
Gli incontri del Galetér
gloria dalessandro
g g marquez
Hecce homo
honoré daumier
Il corpo della voce
Il soffio degli déi
il bacio
il buio e la luce
il cantico dei cantici
il corpo della voce
il mistero della guerra
il nucleo
il re lucertola
il soffio degli déi
impront sull acqua
inediti
inviti
Isabella Verdiana Di Tomassi
isabella verdiana di tomassi
isidhermes
ivan crico
i quaderni di reb stein
james joyce
jim morrison
Jonathan Simone Benatti
José Hierro & Marìa Zambrano
josé hierro & marìa zambrano
kimerik
klimt
kreisderseele
LA MIA GRANDE TENEREZZA
la nera novella
la vera storia di un uomo qualun
la dimora del tempo sospeso
la voz a ti debida
le quattro stagioni
libertà d amare
Lietocolle edizioni
lietocolle edizioni
Luce Fabbri
luce fabbri
lucifero
Ludovico Arnieri
madrid - la generazione del 27
manuel bandeira
Marco Colonna
Marco Ribani
marco colonna
marco moresco
marco ribani
marco saya
mark strand
marta campi
maurice blanchot
maĥmud darwish
memoria
Milena Galeoto
milena galeoto
milvia comastri
mio nonno
moon
morfea
musica e poesia
my eros
narrando
natale
natale 2009
natàlia
natàlia castaldi
neda e tutte le nostre vergonge
new dada
nichi vendola
noa
Nouveau Réalisme
nouveau réalisme
orsola hochkofler
ovidio
pablo neruda
palestina
patrizio spinelli
pedro salinas
pensieri
pepe rosso
pier paolo pasolini
pirandello
Pochade satirico-cambronniana
poesia
poesia araba contemporanea
poesia araba contemporanea
poesia contemporanea
poesia dialettale siciliana
poesia erotica
poesia italiana contemporanea
poesia satirica
Poetarum Silva
poetarum silva
poeti ospiti
POETRY OPEN READING v2.0
Pop(ular) Art
popular art
prince
pro-testo
pro/testo
Propinqua Libertas - inedito
propinqua libertas - inedito
prose
punto zero
racconti/narrativa
Rafael Olbinsky
rafael olbinsky
rauschenberg
recensioni
Remo Anzovino/Deriva
remo anzovino/deriva
renzo montagnoli
resistenza
ricordi
riflessione sulla poesia
Rita Pacilio
rita pacilio
rosso levante-raccolta
saffo
Saldan
Salvatore D'Angelo
satira
savina dolores massa
scarborough fair
schizofrenia
senza punto
sergio toscano
Silvia Rosa
silvia rosa
soldiers poem
spagnolo
surrealismo
tenerezza
teqnofobico
terra
Tra sbarre di tulipani
tradurre poesia
traduzione poetica
tra sbarre di tulipani
tutte le cose belle
two of one
unamuno
undupalermo
Un idea del rock
un idea del rock
vincenzo iannarilli
viola amarelli
visioni darte


ARCHIVIO
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---


COMMENTI
utente anonimo in il furore delle sfin...
EnzoCampi in il furore delle sfin...
glodalessandro in Forse, Vita, sei que...
alessandro62 in Auguri ...
glodalessandro in Auguri ...
utente anonimo in Auguri ...
utente anonimo in Auguri ...
utente anonimo in Auguri ...
utente anonimo in Auguri ...
Morfea77 in Auguri ...

LINKS
4 Amici
4.48
Andrea Pomella - Stella d'Occidente
Anima Tonda
Antonio Consoli
Arte Insieme
Bazar 17
Belacqua - di Ivan Fassio
BLOCCOPOPOLARE
Blog&Nuvole
Cancello ed Arnone - Tilde Maisto
CLEROFOBIA
Cristina Bove
Critica_Mente
da presso e dintorni
DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO
derblauereiter
Elsueñopasado
entropia animae
Eventounico
Filosofi per Caso
Francesco Sasso - Retroguardia 2.0
Il giardino dei poeti
il nostro kaffè anarkiko
Imperfetta Ellisse
Inassenzadimetri - Gianni Montieri
INFORMAZIONE SENZA PADRONE
ISIDHERMES
L'armonia delle parole
L'arte del disegno: PAOLO CASTALDI
L'arte della fotografia: Lorenzo Amante
La Baracca
la dimora del tempo sospeso
La versione di Impollinaire
Laura & Lory
LE SERPENT... Fededico Federici
Les Folies - poesia erotica
lettere a nessuno
Marco Rovelli
Marino Baldissera - compositore
Metrovampe... Alessandro
Nazione Indiana
NUOVO ... NEOBAR
PoEcast
Poeti e Poesia
PROVVISORIO (....spero proprio di no)
PSICOTAXI
Retroguardia 2.0 - il testo letterario
Ritorni senza andate
Rossi Orizzonti
SCRITTI_INEDITI - periodico d'arte e letteratura inedita
Secretum - rivista online
stoneart
Sul Romanzo
the FK experience
Tommaso Ariemma
Un eserciziario quasi qualsiasi.
Un veterocomunista....
UNDUPALERMO - Autori Siciliani
Warning Sign, la mia bambina
WILDWORLD di Giorgio Medda
Per inviare le vostre proposte ed i vostri testi, scrivete a: poesie@babelfault.com

AnarchicA

AnarchicA

Numero Zero - Poetarum Silva



venerdì, 19 settembre 2008
"Il re è nudo!"
Evaluna71; andersen, natàlia; commenti (7)?

Un giorno chiesi ad un amico di dirmi dove avevo sbagliato, che cosa di tanto strano avessi fatto per trascinarmi addosso astio e silenzio ... dopo un po', lui rispose più o meno così: "Natàlia, non puoi entrare nel Palazzo dell'Imperatore ed urlare che il re è nudo!" ...

... così ho imparato che la verità è soggettiva come il pensiero e quanto sia difficile comunicare.

Natàlia

castello

Il vestito nuovo dell'Imperatore,  Andersen

C'era una volta un imperatore che amava così tanto la moda da spendere tutto il suo denaro soltanto per vestirsi con eleganza. Non aveva nessuna cura per i suoi soldati, né per il teatro o le passeggiate nei boschi, a meno che non si trattasse di sfoggiare i suoi vestiti nuovi: possedeva un vestito per ogni ora del giorno, e mentre di solito di un re si dice: "È nella sala del Consiglio", di lui si diceva soltanto: "È nel vestibolo".
Nella grande città che era la capitale del suo regno, c'era sempre da divertirsi: ogni giorno arrivavano forestieri, e una volta vennero anche due truffatori: essi dicevano di essere due tessitori e di saper tessere la stoffa più incredibile mai vista. Non solo i disegni e i colori erano meravigliosi, ma gli abiti prodotti con quella stoffa avevano un curioso potere: essi diventavano invisibili agli occhi degli uomini che non erano all'altezza della loro carica, o che erano semplicemente molto stupidi.
"Quelli sì che sarebbero degli abiti meravigliosi!", pensò l'imperatore: con quelli indosso, io potrei riconoscere gli incapaci che lavorano nel mio impero, e saprei distinguere gli stupidi dagli intelligenti! Devo avere subito quella stoffa!".

E pagò i due truffatori, affinché essi si mettessero al lavoro.
Quei due montarono due telai, finsero di cominciare il loro lavoro, ma non avevano nessuna stoffa da tessere. Chiesero senza tanti complimenti la seta più bella e l'oro più brillante, se li misero in borsa, e continuarono a così, coi telai vuoti, fino a tarda notte.
"Mi piacerebbe sapere a che punto stanno con la stoffa!", pensava intanto l'imperatore; ma a dire il vero si sentiva un po' nervoso al pensiero che una persona stupida, o incompetente, non avrebbe potuto vedere l'abito. Non che lui temesse per sé, figurarsi: tuttavia volle prima mandare qualcun altro a vedere come procedevano i lavori.
Nel frattempo tutti gli abitanti della città avevano saputo delle incredibili virtù di quella stoffa, e non vedevano l'ora di vedere quanto stupido o incompetente fosse il proprio vicino.
"Manderò dai tessitori il mio vecchio e fidato ministro", decise l'imperatore, "nessuno meglio di lui potrà vedere che aspetto ha quella stoffa, perché è intelligente e nessuno più di lui è all'altezza del proprio compito".
Così quel vecchio e fidato ministro si recò nella stanza dove i due tessitori stavano tessendo sui telai vuoti. "Santo cielo!", pensò, spalancando gli occhi, "Non vedo assolutamente niente!"
Ma non lo disse a voce alta.

I due tessitori gli chiesero di avvicinarsi, e gli domandarono se il disegno e i colori erano di suo gradimento, sempre indicando il telaio vuoto: il povero ministro continuava a fare tanto d'occhi, ma senza riuscire a vedere niente, anche perché non c'era proprio niente.
"Povero me", pensava intanto, "ma allora sono uno stupido? Non l'avrei mai detto! Ma è meglio che nessun altro lo sappia! O magari non sono degno della mia carica di ministro? No, in tutti casi non posso far sapere che non riesco a vedere la stoffa!"
"E allora, cosa ne dice", chiese uno dei tessitori.
"Belli, bellissimi!", disse il vecchio ministro, guardando da dietro gli occhiali. "Che disegni! Che colori! Mi piacciono moltissimo, e lo dirò all'imperatore."
"Ah, bene, ne siamo felici", risposero quei due, e quindi si misero a discutere sulla quantità dei colori e a spiegare le particolarità del disegno. Il vecchio ministro ascoltò tutto molto attentamente, per poterlo ripetere fedelmente quando sarebbe tornato dall'imperatore; e così fece.
Allora i due truffatori chiesero ancora soldi, e seta, e oro, che gli sarebbe servito per la tessitura. Ma poi infilarono tutto nella loro borsa, e nel telaio non ci misero neanche un filo. Eppure continuavano a tessere sul telaio vuoto.
Dopo un po' di tempo l'imperatore inviò un altro funzionario, assai valente, a vedere come procedevano i lavori. Ma anche a lui capitò lo stesso caso del vecchio ministro: si mise a guardare, a guardare, ma siccome oltre ai telai vuoti non c'era niente, non poteva vedere niente.
"Guardi la stoffa, non è magnifica?", dicevano i due truffatori, e intanto gli spiegavano il meraviglioso disegno che non esisteva affatto.

"Io non sono uno stupido!", pensava il valente funzionario. "Forse che non sono all'altezza della mia carica! Davvero strano! Meglio che nessuno se ne accorga!" E così iniziò anche lui a lodare il tessuto che non riusciva a vedere, e parlò di quanto gli piacessero quei colori, e quei disegni così graziosi. "Sì, è davvero la stoffa più bella del mondo", disse poi all'imperatore.
Tutti i sudditi non facevano che discutere di quel magnifico tessuto. Infine anche l'imperatore volle andare a vederlo, mentre esso era ancora sul telaio. Si fece accompagnare dalla sua scorta d'onore, nella quale c'erano anche i due ministri che erano già venuti, e si recò dai due astuti imbroglioni, che continuavano a tessere e a tessere... un filo che non c'era.
"Non è forse 'magnifique'?", dicevano in coro i due funzionari; "Che disegni, Sua Maestà! Che colori!", e intanto indicavano il telaio vuoto, perché erano sicuri che gli altri ci vedessero sopra la stoffa.
"Ma cosa sta succedendo?", pensò l'imperatore, "non vedo proprio nulla! Terribile! Che io sia stupido? O magari non sono degno di fare l'imperatore? Questo è il peggio che mi potesse capitare!"
"Ma è bellissimo", intanto diceva. "Avete tutta la mia ammirazione!", e annuiva soddisfatto, mentre fissava il telaio vuoto: mica poteva dire che non vedeva niente! Tutti quelli che lo accompagnavano guardavano, guardavano, ma per quanto potessero guardare, la sostanza non cambiava: eppure anch'essi ripeterono le parole dell'imperatore: "Bellissimo!", e gli suggerirono di farsi fare un abito nuovo con quella stoffa, per l'imminente parata di corte.
"'Magnifique'!, 'Excellent'!", non facevano che ripetere, ed erano tutti molto felici di dire cose del genere.

L'imperatore consegnò ai due imbroglioni la Croce di Cavaliere da tenere appesa al petto, e li nominò Grandi Tessitori.
Per tutta la notte prima della parata di corte, quei due rimasero alzati con più di sedici candele accese, di modo che tutti potessero vedere quanto era difficile confezionare i nuovi abiti dell'imperatore. Quindi fecero finta di staccare la stoffa dal telaio, e poi con due forbicioni tagliarono l'aria, cucirono con un ago senza filo, e dissero, finalmente: "Ecco i vestiti, sono pronti!"
Venne allora l'imperatore in persona, coi suoi più illustri cavalieri, e i due truffatori, tenendo il braccio alzato come per reggere qualcosa, gli dissero: "Ecco qui i pantaloni, ecco la giacchetta, ecco la mantellina..." eccetera. "Che stoffa! È leggera come una tela di ragno! Sembra quasi di non avere indosso nulla, ma è questo appunto il suo pregio!"
"Già", dissero tutti i cavalieri, anche se non vedevano niente, perché non c'era niente da vedere.
"E ora", dissero i due imbroglioni, se Sua Maestà Imperiale vorrà degnarsi di spogliarsi, noi lo aiuteremo a indossare questi abiti nuovi proprio qui di fronte allo specchio!"

L'imperatore si spogliò, e i due truffatori fingevano di porgergli, uno per uno, tutti i vestiti che, a detta loro, dovevano essere completati: quindi lo presero per la vita e fecero finta di legargli qualcosa dietro: era lo strascico. Ora l'imperatore si girava e rigirava allo specchio.
"Come sta bene! Questi vestiti lo fanno sembrare più bello!", tutti dicevano. "Che disegno! Che colori! Che vestito incredibile!"
"Stanno arrivando i portatori col baldacchino che starà sopra la testa del re durante il corteo!", disse il Gran Maestro del Cerimoniale.
"Sono pronto", disse l'imperatore. "Sto proprio bene, non è vero?" E ancora una volta si rigirò davanti allo specchio, facendo finta di osservare il suo vestito.

I ciambellani che erano incaricati di reggergli lo strascico finsero di raccoglierlo per terra, e poi si mossero tastando l'aria: mica potevano far capire che non vedevano niente.
Così l'imperatore marciò alla testa del corteo, sotto il grande baldacchino, e la gente per la strada e alle finestre non faceva che dire: "Dio mio, quanto sono belli gli abiti nuovi dell'imperatore! Gli stanno proprio bene!"
Nessuno voleva confessare di non vedere niente, per paura di passare per uno stupido, o un incompetente. Tra i tanti abiti dell'imperatore, nessuno aveva riscosso tanto successo.
"Ma l'imperatore non ha nulla addosso!", disse a un certo punto un bambino.
"Santo cielo", disse il padre, "Questa è la voce dell'innocenza!". Così tutti si misero a sussurrare quello che aveva detto il bambino.
"Non ha nulla indosso! C'è un bambino che dice che non ha nulla indosso!"
"Non ha proprio nulla indosso!", si misero tutti a urlare alla fine. E l'imperatore rabbrividì, perché sapeva che avevano ragione; ma intanto pensava: "Ormai devo condurre questa parata fino alla fine!", e così si drizzò ancora più fiero, mentre i ciambellani lo seguivano reggendo una coda che non c'era per niente.