Era una notte fatta di rabbia … atroce nella sua natura persistente. Con violenza, caparbiamente voleva albergare nei recessi della sua mente e sulla punta arroventata della lingua. In un segno era riposta la speranza ed all’improvviso, un lampo, attraversò un momento di assoluta estraneità, mentre era sospesa nella sua vita, una vita che passando aveva scavato un solco nelle carni, che ora erano dolenti, sanguinanti, proprio dove già le sue mani avevano frugato a lungo … in cerca del proprio cuore.
Davanti allo specchio indagava la propria immagine, i suoi occhi lasciavano immaginare distese scoscese ed aspre, senza vegetazione, luoghi un tempo lussureggianti, ora battuti dal vento impietoso che aveva cancellato anche le sue lacrime.
Che strano posto era mai quello ….! Occhi che sapevano vedere personaggi bizzarri intenti a tessere le loro trame e lasciar segnali che di volta in volta si erano rivelati mendaci : tutto ciò che era sembrato all’inizio della vita si era rivelato, in un lampo, lasciando che il dolore esplodesse nel petto.
Abbassò lo sguardo, poiché a quel dolore le era sembrato di scorgere artigli di un’ombra non comune che avevano squarciato l’integrità del suo costato. Le sensazioni continuavano ad aggrovigliarsi mentre lo squarcio si allargava.
L’ombra di una razionalità che non da riposo si aggirò da quel momento in ore senza luce, benché fosse una lotta combattuta di giorno e mai di notte: il giorno si trasforma spesso in dubbio, mentre si cercano possibili traduzioni della vita e nel tentativo si lasciò sorprendere dalla notte, accompagnata dall’ambigua presenza del buio.
Buio, padre compassionevole di ombre nelle quali si intravede la parte sommersa di ogni uomo - quella che intimorisce ognuno ed in cui sembra non esserci consolazione, né il benché minimo conforto - in cui il bambino vede mostri, generati invero da ben altre paternità.
Questo è ciò che sembra. La verità è un’altra – ora sapeva …. e scoprì che quella conoscenza leniva, poiché il buio portò con se la verità, illuminata da una strana non-luce, un contrasto.
Il buio così come era all’origine della creazione, solo in seguito portò la luce vera, come un lampo improvviso e sigillo di conoscenza.
Una luce che scopre nuove cose, di giorno nascoste dai rumori della varia umanità che le intenzioni non vuole lasciar nude sotto lo sguardo altrui. Con sorpresa s’accorse che finanche la Natura, in alcuni frangenti matrigna all’uomo, per conservare le speranze e il vigore della vita incoraggia rumori e clangori, di volta in volta estremi o sottili ed anche sottintesi e sibilanti.
Distratti alle voci interne - seppur temporaneamente -, così ci vuole il giorno, per attendere la notte e farla partecipe di quei segreti che il giorno tesse e nasconde allo stesso tempo.
Il giorno non porta conflitto, ma ne è testimone e – di quando in quando - ne nasconde le miserie.
Il buio, invece, partecipato alle coscienze dai ‘guardiani della regola’, i pensieri sottesi alla coscienza, si introduce in ogni vita quando ognuna di esse è ammantata dal silenzio.
Con un lampo rende note le intenzioni di una coscienza ad un’altra ed alcune, occasionalmente, ne vengono reciprocamente illuminate avendo così occasione - magari – di usare quella conoscenza!
Disparità potrebbe sembrare questa di rivelare cose a chi conosce le regole del gioco, ma spesso accade che l’uomo, anche quando è armato di sapere, sia in grado tranquillamente di rovinarsi la festa da solo!
Il buio è il buio che spaventa solo quando dal cuore viene partorito e, soprattutto, quando nel cuore altrui viene percepito.
Così, e sol così il buio è ambiguo.
Come opposto del giorno è solo elemento di contrasto. Lo troviamo lì come un guardiano con ali nere ed ingombranti per tenerci vigili a tirar le somme, per non perdere mai il conto della vita …. offrendo un lampo benevolo … a far Luce!
Isabella Verdiana Di Tomassi