Litblog di Poesia contemporanea, Autori Inediti, Poeti senza tempo, Musica, Pittura, Fotografia e Arte in tutte le sue forme.
Poetarum Silva é un blog collettivo la cui redazione libera e svincolata da ordini di pubblicazione per generi, temi, tempi e scelte é attualmente formata da:
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La Redazione.
Sting - Lullaby To An Anxious Child


Ho voglia di piangerti sulla spalla,
perché sei l''unica che ha creduto
che avevo un gran disordine in valigia.
Perché sei l'unica che ha trasvolato la mia anima,
che ha accarezzato la mia pelle martoriata.
Perché sei l'unica che non snobba la mia
libidine deviata
e il mio tessuto adiposo.
Sei l'unica che sopporta
me che ti sopporto.
Siamo gemelli di una vita riplasmata,
affaticata e centrifugata,
ferita di lune piene troppo trascurate.
Siamo amanti dell'amore amaro,
dell'amore raro,
aereo, misto a terra e a fanghiglia,
aspro come il tuo peperoncino,
avido come la tua bocca
timida e invasata.
Isidhermes Siviglia

Gustave Coubert, il sogno, 1866
Vorrei essere nell'uragano
assieme a te
vorrei essere l'uragano che ti sommerge
vorrei essere il fuoco della spiaggia
che ti riscalda
vorrei essere il giaciglio che sorveglia
i tuoi sogni
e caccia i fantasmi
percorrerti come la goccia
che cade dalla bottiglia da cui bevi
e scende
sul tuo seno
ma senza direzione e senza peso
indovinare la tua voglia
la tua rabbia
diventare il porto sicuro e l'ancora
come non sono mai stato
ma perdermi anche
fra le tue cosce
come in una notte andalusa
invasata da stupendi
afrori speziati
dall'acqua che sa di sale e di miele
perdermi
e non ritornare mai più.
Isidhermes Siviglia
L'indice persegue i bordi di tua pelle,
indugia su umido anfratto.
Di mendica ragione tu naufraghi
in fragrante oblio di indecenza.
Senso non v'è, né mappa razionale.
Ti abbandoni e non sai;
sragioni,
contenta di poche sillabe di delirio.
Isidhermes Siviglia


Volute di sensi e pensieri,
sguardi e segreti tremolii,
tutto indovino di te,
che rabbrividisci,
seppur così lontana
e fuori dalla mia trapunta.
Ventate di pelle e di sudore,
caldo alito e voce amante.
Questa neve mi dona la nostra primavera,
la tua sera calda
di farina e noce moscata.
Bussasti alla mia porta.
Ignoro come.
Ma ora sei vera,
sei sempre stata qui,
in una piega delle mie palpebre,
in una linea della mia mano.
Isidhermes Siviglia

Come se tu fossi qui
a spellare gamberoni e aromi di sguardi.
Come se tu non fossi andata via
su quelle rotaie di ignoto.
Parlare l'amore ancora, ballare
alla luce di mani
intrise di olio e tocchi yin e yang.
Rubare arcani e sillabe alla notte,
con rabbia averci e stordimento di onde tenui.
Onde di bacino, di parole e respiri:
inesprimibile labirinto di praterie,
di seta cremisi e agata corniola.
Solo dita umide e attenzione.
Sentire il tuo acquoso gemito,
il tuo vuoto
saturo di maestà rapace,
di sete che rifiuta la paura del naufragio,
di fame
che ama me
che mangio te
che mangi me.
Isidhermes

Cos'è che rende fragile
questa mattina d'inverno?
Sciamano silenziosi
veicoli tiepidi e signore anziane.
Domande mute bussano al cuore,
voglie non cresciute.
Il cielo risponde un cieco biancore
senza angeli e senza calore.
La vita è questo timido ribollire
sbieco e assonnato,
celibe languore, legno truciolato.
Isidhermes Siviglia
Vittore Gubricy, Mattino
Dio terribile
che ama la carne mortale
d'argilla e acqua
ti invaderò
con lingua calda e gelosa.
Gustare, torturare
ogni tuo segreto.
Indovinare
il tuo sale di mare,
lo zucchero,
il tuo agro sottobosco.
La dolcezza d'orchidea
sgualcita nei petali
e violata
da magma
di sotterranea grandine.
Iniettarti il veleno
blasfemo.
A invasato delirio
condurti
di umori tiepidi
saturi di gemiti,
senza più fiato
né sillabe
per dire la notte
e le sue schegge di luce
di brina perlacea
e i lapilli ribelli
di ubriaco piacere.
Isidhermes